
Cartelle esattoriali scadute? Non solo fermo amministrativo - www.felicitapubblica.it
Le cartelle esattoriali sono quella spina nel fianco che potrebbe causare molto più di un semplice fastidio. Se sono scadute comportano guai
Il mancato pagamento delle cartelle esattoriali può comportare diverse conseguenze, che non sempre sono chiare ai debitori. Spesso si crede che si può andare in contro al solo fermo amministrativo, ma è effettivamente così?

Se non si paga una cartella esattoriale le cose potrebbero cominciare ad andare piuttosto male e per questo motivo sarebbe meglio informarsi presso gli uffici di competenza per avere chiare le proprie sorti da contribuente moroso e ovviamente scoprire come risolvere per uscire dall’onta del “cattivo pagatore.”
Ovviamente i motivi per cui si lascia scadere una cartella esattoriale possono essere molti, ma lo Stato non transige. Andiamo a scoprire cosa potrebbe succedere.
Attenzione ai pignoramenti: le tue fonti di reddito a rischio
Se si lascia scadere in maniera insoluta una cartella esattoriale si può andare in contro a conseguenze diverse, come diverse tipologie di pignoramento. Una cartella esattoriale è un atto emesso dall’Agenzia delle Entrate Riscossione che intima al contribuente il pagamento di debiti fiscali o tributari non saldati. Se il contribuente non provvede al pagamento, l’ente può avviare procedure di esecuzione forzata per recuperare le somme dovute.

Una delle prime misure adottate è il fermo amministrativo del veicolo, che impedisce al proprietario di utilizzare il mezzo fino al saldo del debito. Tuttavia, esistono conseguenze più gravi, come il pignoramento, che consiste nel prelievo forzato di somme o beni del debitore per soddisfare il credito dell’ente.
Il pignoramento può riguardare diverse fonti di reddito o beni del contribuente, tra cui:
Stipendio: Una percentuale dello stipendio può essere trattenuta direttamente dal datore di lavoro. Le percentuali variano in base all’importo dello stipendio, ossia 1/10 per stipendi fino a 2.500 euro mensili, 1/7 per stipendi tra 2.500 e 5.000 euro e 1/5 per stipendi superiori a 5.000 euro.
Conti correnti: L’Agenzia delle Entrate Riscossione può disporre il pignoramento delle somme presenti sul conto corrente del debitore.
Beni mobili e immobili: In casi estremi, si può procedere al pignoramento ed eventuale vendita all’asta di beni mobili (come arredi o veicoli) o immobili (come case o terreni) di proprietà del debitore.
La cosa da non sottovalutare è che, con le recenti modifiche normative, alcune procedure di riscossione sono diventate più rapide. Ad esempio, per determinati atti emessi dall’Agenzia delle Entrate, non è più necessaria la notifica della cartella esattoriale prima di procedere al pignoramento. Questo significa che, in alcuni casi, il pignoramento può scattare immediatamente dopo la notifica dell’atto di accertamento.