
Buste paga più ricche per questi lavoratori – felicitapubblica.it
Arriva l’aumento per questa categoria di lavoratori. Ecco di che importi parliamo e perché è giunto soltanto ora. Quello che c’è da sapere.
Quando parliamo di contratto collettivo di lavoro (solitamente indicato con la sigla CCNL) ci riferiamo a un accordo tra le organizzazioni sindacali rappresentative dei lavoratori e le associazioni dei datori di lavoro. Sulla base dell’accordo sottoscritto dalle parti si definiscono le condizioni di lavoro all’interno di un determinato settore o azienda.

Buste paga più ricche per questi lavoratori – felicitapubblica.it
Nel CCNL rientrano le regole sugli orari lavorativi, su ferie, stipendi, diritti e doveri dei datori di lavoro e dei lavoratori. Il contratto collettivo è uno strumento di fondamentale importanza per garantire un equo bilanciamento tra i diritti dei lavoratori dipendenti e gli interessi delle aziende, entrambi legittimi ma che spesso possono entrare in rotta di collisione.
Attraverso questo accordo tra sindacati in rappresentanza dei lavoratori e datori di lavoro si va a creare un quadro di norme chiare e condivise per tutti, senza il quale rimarrebbe una giungla di accordi su base individuale, dove gli abusi sarebbero sicuramente più facili. Inoltre il CCNL dà stabilità ai rapporti di lavoro. Ora entriamo nel merito degli aumenti per questi lavoratori.
Aumenti in busta paga per questi lavoratori
Malgrado le rassicurazioni fornite dal ministro per la pubblica amministrazione Paolo Zangrillo sul pagamento a febbraio degli arretrati del CCNL 2022-2024, il cammino burocratico sembrava ancora ostacolato da intoppi di natura burocratica. Ma con il via libera della Corte dei Conti a fine gennaio è arrivata la firma definitiva tra ARAN e sindacati.

La firma al CCNL delle Funzioni centrali del pubblico impiego questo febbraio porterà un aumento nelle buste paga dei 193mila dipendenti di ministeri, agenzie fiscali ed enti pubblici non economici. Si tratta di un aumento medio di 165 euro lordi. In più sono previsti arretrati una tantum per circa mille euro. Ci sono soprattutto delle novità ordinamentali destinate però, non si quanto a lungo, a rimanere limitate a questo settore del pubblico impiego.
Infatti l’accordo per i settori della sanità, enti locali e scuola l’intesa è stato reso impossibile dal blocco dei sindacati contrari, maggioritari in quei comparti quanto a voti e deleghe. Per i settori in cui si è raggiunta l’intesa l’effetto immediato sul piano economico è un incremento del 6% della busta paga, più ricca di 165 euro lordi al mese.
Le tabelle del nuovo contratto indicano aumenti degli stipendi base da 121,4 euro per gli operatori, il livello più basso nella gerarchia del personale non dirigente, 127,7 euro per gli assistenti, 155,1 per i funzionari e 193,9 per le “elevate professionalità”, i quadri nati dal precedente accordo nazionale e attualmente in fase di formazione nelle varie amministrazioni pubbliche.
Va tenuto conto anche del nuovo ritocco al rialzo (pari allo 0,22%) dei tetti di spesa per il fondo accessorio. Assegnato anche un buono pasto per le giornate lavorative in smart working.